Il giro del Setsass dal passo Valparola (2017) The Setsass tour from the Valparola pass

Sugli opuscoli in mio possesso questo giro risulta fattibile in 4 ore ma, conoscendo le doti atletiche del gruppo … ne ho preventivate almeno 6. Avendo solo questo da fare in giornata, abbiamo tutti convenuto che fosse nelle nostre corde e quindi valesse la pena di affrontarlo. Devo aggiungere che questo blocco di dolomia, un pò a se stante e “fuori” da tutti i circuiti ad alta frequentazione, mi ha sempre affascinato e non potevo lasciar perdere un’occasione così ghiotta trovandomi già a Corvara. Sveglia presto e trasferimento in auto fino al Passo Valparola.

On the brochures in my possession this tour is feasible in 4 hours but knowing the team’s athletic skills … I have predicted at least 6. Having only this to do in the day, we all agreed it was in our ropes and so it was worth it to face it. I must add that this dolomite block, a bit off-the-shelf and “out” of all the high-flying circuits, has always fascinated me and I could not miss a chance so fond of finding me in Corvara. Wake up early and transfer by car to the Valparola Pass.

Qualcuno ci ha già preceduti occupando il parcheggio del rifugio Valparola (2168 m.)

Someone has preceded us by occupying the Valparola refuge parking (2168 m.)

Sopra le nostre teste le enormi bastionate del Lagazuoi Piccolo (2778 m.)

Above our heads the huge bastions of the Lagazuoi Small (2778 m.)
Il sole non ha ancora rischiarato questa zona di ampi cadini erbosi, ricordo delle glaciazioni ed anche la conca dove si trova il lago Valparola è un pò in ombra. Sullo sfondo in prima fila il Monte Alto di Pelsa (2417 m.) la Cima Loschiesuoi (2626 m.) ed il Monte Cernera (2664 m.) in seconda fila lo Spiz de la Lastìa (2295 m.) il Sas de Mura (2547 m.) l’Agnér (2872 m.) il Sas de le Caure (2762 m.) ed il Sas de la Beta (2723 m.) sulla destra il Col di Lana (2452 m.) e la Cima Sief (2424 m.). Scendiamo i gradini a sinistra dietro al rifugio trovando l’avvio dei sentieri n°23 e n°24 che in pratica compiono lo stesso giro in quanto siamo in presenza di un percorso ad anello, solo che il 23 si sviluppa in modo antiorario e porta direttamente (per gli interessati) al Col di Lana mentre il 24 scorre in senso orario. A tal proposito sono le ore 9 del mattino.

The sun has not yet illuminated this area of ​​large grassy cadins, memory of the glaciations and also the basin where the Valparola lake is somewhat in the shade. In the first row, the Mount High of Pelsa (2417 m.) Top Loschiesuoi (2626 m.) and Mount Cernera (2664 m.) in the second row, the Spiz of Lastìa (2295 m.) the Stone of Mura (2547 m.) Agnér (2872 m.) Stone of Caure (2762 m.) and Stone of Beta (2723 m.) on the right the Hill of Wool (2452 m.) and the Top Sief (2424 m.). We go down the stairs to the left behind the shelter, finding the paths n°23 and n°24 that practically make the same lap as we are in the presence of a ring path, only that the 23 develops counter-clockwise and brings directly (for those interested) at Hill of Wool while 24 runs clockwise. This is at 9 o’clock in the morning.

Teniamo a destra (sentiero 24) la prospettiva oltre ad essere interessante non sembra manco proibitiva, il percorso si snoda in lieve salita e ci avviamo a guadagnare una selletta prativa.

We look to the right (trail 24) the prospect besides being interesting does not seem to be forbidden, the path winds up slightly and we are starting to earn a prize.

Ad un tratto avvisto una marmotta che esce dalla tana per curiosare. Sono a meno di 5 metri.

Suddenly I saw a marmot coming out of the den to sneak. They are less than 5 meters.
Appostato, fermo e zitto (gli altri accodati a me) riesco a fotografare anche altri cuccioli che sbucano dal nulla.

Standing, stopped and silent (the others acclaimed to me) I can also photograph other puppies that emerge from nothing.

Purtroppo … bisognerebbe ricordarsi sempre che siamo in montagna e quindi nel regno degli animali che qui vi dimorano. Una signora dietro di noi e che ritroveremo alla fine della “lunga” giornata, proprio in questi luoghi riuscirà a fotografare un’esemplare di vipera berius altrimenti detto “Marasso”.

Unfortunately … we should always remember that we are in the mountains and therefore in the kingdom of the animals that live there. A lady behind us and we will be at the end of the “long” day, just in these places will be able to photograph a berius viper specimen otherwise called “Adder”.

Sorpassiamo il modesto Piz Ciampéi e una zona di buon pascolo, oltre lo scollinamento si notano a sx. il Monte Cernera (2664 m.) il Monte Pore (2405 m.) la Punta Civetta (3220 m.) la Torre Monachesi (2578 m.) ed in lontananza il Monte Alto di Pelsa (2417 m.)

We overlook the modest Piz Ciampéi and a good grazing area, besides the rubbish you are noticeable to the left Mount Cernera (2664 m.) Mount Pore (2405 m.) Civetta Peak (3220 m.) Tower Monachesi (2578 m.) and in the distance Mount High of Pelsa (2417 m.)
Le vaste bancate rocciose Borat dove il passaggio bisogna un pò inventarselo, con la Cima Setsass (2571 m.) che sovrasta il Gruppo.

The vast rocky banks of the Borat where the passage has to be invented, with the Top Setsass (2571 m.) above the Group.
Questo nella foto sopra rappresenta il versante nord e degrada con oblique pendenze a formare una specie di grande e parziale catino, mentre il versante sud è caratterizzato da verticali pareti di dolomia. Sono le tracce di quello che fu un piccolo atollo corallino cresciuto oltre 200.000 milioni di anni fa, con la laguna interna e le scogliere verso il mare aperto. Tra le scure balze vulcaniche del Col di Lana e le chiare scogliere dolomitiche del SettSass, che fecero da sponda alle effusioni magmatiche, a metà 1800 il naturalista e geologo Prof. Ferdinand von Richthofen (zio di Manfred, il Barone Rosso) meditò ed intuì la genesi e l’evoluzione delle strutture dolomitiche, dal nome di Dolomieu che però non le capì a fondo, osservando quelle fasce rocciose definite Richthofen Riff, nei pressi della sella del Sief al Piccolo SettSass e nota come formazione di San Cassiano. Nella foto sopra i contrafforti rocciosi del Pralongià e dietro il Sas Ciampac (2672 m.) il Col de la Pieres (2751 m.) il Sassongher (2665 m.) le Punte del Puez: Occidentale (2918 m.) ed Orientale (2913 m.) per ultimare con la Gardenaccia (2609 m.)

This in the picture above represents the north slope and degrades oblique slopes to form a species of large and partial basin, while the southern slope is characterized by vertical dolomite walls. They are the traces of what was a small coral atoll grown over 200,000 million years ago, with the inner lagoon and the cliffs offshore. Among the dark volcanic caves of the Hill of Wool and the clear dolomitic cliffs of the SettSass, which made from the banks of the magical effusions, in mid 1800 the naturalist and geologist Prof. Ferdinand von Richthofen (Manfred’s uncle, the Baron Red) meditated and intuited genesis and the evolution of dolomitic structures, by the name of Dolomieu who did not understand it, however, observing those rocky bands called Richthofen Riff, near the saddle of the Sief at Piccolo SettSass and known as the formation of San Cassiano. In the picture above the rocky foothills of the Pralongià and behind the Stone Ciampac (2672 m.) the Hill of Pieres (2751 m.) the Sassongher (2665 m.) the Puez Tips: Western (2918 m.) and East (2913 m.) to finish with Gardenaccia (2609 m.)

Si viaggia verso i resti di fortificazioni che rievocano periodi bellici.

He travels to the remains of fortifications that evoke war periods.Centralmente il Lagazuoi Piccolo (2778 m.) il Piz dles Conturines (3064 m.) ed il Lagazuoi Grande (2835 m.)

Central Lagazuoi Small (2778 m.) Piz of Conturines (3064 m.) and Lagazuoi Great (2835 m.)
Piera all’interno di una postazione di avvistamento. Da queste parti si scatenò la 1° Guerra Mondiale.

Piera inside a sighting post. From here, the First World War broke out.
Grazia, ancora sorridente.

Grace, still smiling.
La Cima Setsass (2571 m.) domina dall’alto il nostro itinerario. Dobbiamo raggiungere quella lingua di verde dietro alla quale si vede la parte ultimale del Gruppo Sella (per essere a metà percorso).

The Top Setsass (2571 m.) dominates our itinerary. We must reach that green language behind which you see the ultimate part of the Sella Group (to be halfway).
Avanti dunque di buona lena. Gli zuccheri ingeriti con la colazione mattutina (pane e marmellata con spremuta di frutta) forniscono ottimo carburante per spingere le gambe.

So forth with good luck. Ingredients sugared with morning breakfast (bread and jam with fruit juice) provide great fuel to push your legs.
Alle nostre spalle, rispetto al senso di marcia, il Col dei Bos (2559 m.) il Lagazuoi Grande (2835 m.) ed il Lagazuoi Piccolo (2778 m.)

Behind us, compared to the direction of travel, the Hill of Bos (2559 m.) the Lagazuoi Great (2835 m.) and the Lagazuoi Small (2778 m.)


Il Piz dles Cunturines (3064 m.) il Lagazuoi Grande (2835 m.) la Cima Scotoni (2874 m.) la Cima Fanis di Mezzo (2989 m.) e la Cima Fanis Sud (2980 m.)

The Piz dles Cunturines (3064 m.) Lagazuoi Great (2835 m.) Tip Scotoni (2874 m.) Fanis Peak of Middle (2989 m.) and Fanis Peak South (2980 m.)
Curioso attraversamento fra le rocce.

Curious crossing between the rocks.
Numerosi sono i saliscendi e i cambi di ritmo, come estremamente varie le situazioni ambientali.

Numerous are the ups and downs of the rhythm, as extremely different environmental situations.
A questo punto abbiamo percorso tutto il Vallone Pudres sotto le franose bancate rocciose che scendono dalla cima principale e con il senno di poi, posso asserire che questo tratto nel bosco è stato il più “morbido” di tutta la giornata. Dietro di noi il Lagazuoi Piccolo (2778 m.) il Piz La Varella (3055 m.) il Piz dles Conturines (3064 m.) la Cima Scotoni (2874 m.) la Cima Fanis di Mezzo (2989 m.) la Cima Fanis Sud (2980 m.) la Torre Fanis (2922 m.) ed il Lagazuoi Grande (2835 m.)

At this point we walked across the Vallon Pudres under the rocky banks that descend from the top and with the hint of then, I can assert that this stretch in the forest was the most “soft” of the whole day. Behind us the Lagazuoi Small (2778 m.) La Varella Peak (3055 m.) Peak of Conturines (3064 m.) Tip Scotoni (2874 m.)  Fanis Peak of Middle (2989 m.) Fanis Peak South (2980 m.) the Fanis Tower (2922 m.) and the Lagazuoi Great (2835 m.)

Le gambe ormai rilassate si trovano davanti questa salita.

The relaxed legs are in front of this ascent.
Al termine di questa mini scarpinata, ne beneficia la vista, tra il Gruppo La Varella – Conturines a sx. e il Gruppo Fanis a dx. nell’apertura si vedono: il Sas dles Nü (2968 m.) a seguire il Sasso Nero (3369 m.) e il Monte Lovello (3378 m.)

At the end of this mini-hike, she enjoys the view, between the La Varella – Conturines Group at the left and the Fanis Group to right in the opening you can see: the Stone of Nine (2968 m.) to follow the Stone Black (3369 m.) and Mount Lovello (3378 m.)
Dobbiamo inevitabilmente risalire la lunga spalla chiamata Les Pizades che ci stronca le gambe. Dei cartelli indicano la direzione alla cima del Settsass, ma dobbiamo fare i conti con le energie che già ora sembrano scarse. Siamo grossomodo a metà dell’anello ed è il caso di alimentarsi adeguatamente e risparmiare le forze (l’acqua è già esaurita, ma abbiamo la speranza di trovare una fontanella). Optiamo quindi per non andare in vetta.

We must inevitably go back to the long shoulder called Les Pizades that sting our legs. The signposts point to the top of Settsass, but we have to deal with the energies that already seem to be scarce. We are roughly half the ring and it is the case to properly feed and save the forces (water is already exhausted, but we hope to find a fountain). So let’s make sure we do not go to the summit.


Ci inventiamo un ricongiungimento con il sentiero n°23 tagliando per i prati, dal principio abbastanza invitante, poi via via meno lineare andando a tagliare le varie distese di massi del versante meridionale.

We invoke a reunion with path No. 23 by cutting to the meadows, from the pretty inviting principle, then gradually less linear, going to cut the various stretches of boulders of the southern slope.
Ad ogni cambio di paesaggio, si scruta l’orizzonte cercando di capire dove porta il sentiero e sopratutto se manca molto.

With each landscape change, you look at the horizon, trying to figure out where the path leads, and especially if it lacks a lot.
La “durezza” del cammino, ti fa apprezzare il mondo Dolomitico che ti circonda.

The “hardness” of the journey, makes you appreciate the Dolomite world around you.
Su questi tipi di terreno, la camminata non rende. Passa molto tempo e non si percorrono grandi distanze, ci si abbandona quindi a lunghe soste per cibarsi, per scattare foto, per … anche discutere sulle condizioni del sentiero (a volte proprio un pò al limite).

On these types of terrain, the walk does not make. It takes a lot of time and does not travel long distances, so you leave for long stops to eat, take photos, to … also discuss the path conditions (sometimes just a bit to the limit).
La devastazione che ci circonda, porta anche ad un amara riflessione, inevitabilmente tutte queste montagne, sgretolandosi, andranno a scomparire.

The devastation that surrounds us also leads to a bitter reflection, inevitably all these mountains, crumbling, will disappear.
Su questo tipo di fondo, bisogna saper “leggere” in anticipo su quale sasso appoggiare il piede.

On this kind of background, you need to know how to “read” in advance what stone to rest your foot.
Non privo d’insidie pure il brecciolino fine, che nei tratti in pendenza induce a scivolare.

There is no pitfall, too, the fine grain, which slopes in the sloping tracts.
Sullo sfondo da sx. la parte ultimale del Gruppo Sella con la Cima Pisciadù (2985 m.) ed il Sas de la Luesa (2615 m.) il valico di Passo Gardena e poi la Catena dei Cir, il Sas Ciampac (2672 m.) ed il Col de la Pieres (2751 m.)

In the background from sx. the upper part of the Sella Group with the Top Pisciadù (2985 m.) and Stone of Luesa (2615 m.) the passage of Gardena Pass, and then the Chain of the Cir, Stone Ciampac (2672 m.) and Hill of Pieres (2751 m.)
Le Pale di Gerda.

The Shovels of Gerda.
Da queste parti, pensavamo proprio di approvvigionarci di acqua, ma invece trovando delle persone che si sono spinte fin qui dal Passo Valparola (nel senso opposto al nostro) abbiamo la conferma della sua assenza. Vedendoci un pò provati … ci rincuorano con una piccola e pietosa bugia affermando che << comunque manca poco al rifugio Valparola >>. La visuale merita la fatica con da sx. la Croda Negra (2518 m.) l’Averau (2649 m.) il Nuvolau (2575 m.) la Gusela (2595 m.) i Lastoi de Formin (2657 m.) la Torre Dusso (2618 m.) la Cima Loschiesuoi (2626 m.) ed il Monte Cernera (2664 m.) il Col di Lana (2452 m.) il Pelmo (3168 m.) ed il Pelmetto (2990 m.) la Cima di Pramper (2409 m.) il Monte Talvena (2542 m.) il Monte Tamer (2547 m.) e le Cime di San Sebastiano (2488 m.) il Gruppo Civetta con Torre Coldai (2600 m.) Torre Alleghe (2649 m.)  Torre Valgrande (2715 m.) Punta Civetta (2920 m.)

From these parts, we were thinking of supplying us with water, but instead finding people who have been pushing up here from the Valparola Pass (in the opposite direction to ours) we have confirmation of his absence. Seeing a little tried … they give us a little pitied assertion that << we still miss a little at the Valparola hut >>. Vision deserves fatigue with sx. the Crod Negress (2518 m.) the Averau (2649 m.) the Nuvolau (2575 m.) the Gusela (2595 m.) Lastoi de Formin (2657 m.) the Dusso Tower (2618 m.) to the Top Loschiesuoi (2626 m.) and Mount Cernera (2664 m.) Hill of Wool (2452 m.) Pelmo (3168 m.) and Pelmetto (2990 m.) Pramper Peak (2409 m.) Mount Talvena (2542 m.) Mount Tamer (2547 m.) and the Peaks of San Sebastiano (2488 m.) the Civetta Group with Coldai Tower (2600 m.) Alleghe Tower (2649 m.) Valgrande Tower (2715 m.) Civetta Peak (2920 m.)

Da sx. il Monte Cernera (2664 m.) il Monte Pore (2405 m.) il Gruppo Civetta ed il Col di Lana (2452 m.)

From sx. Mount Cernera (2664 m.) Mount Pore (2405 m.) Civetta Group and Hill of Wool (2452 m.)
Oltrepassato questo punto …

Beyond this point …
… ecco due sorprese. La prima è che dal niente appaiono i Sette Sassi che danno il nome al complesso. Da questa angolazione da sx. a scendere: il I – il II – il III (non ne conosco i nomi, ammesso che li abbiano)

… here are two surprises. The first is that nothing comes out of the Seven Stone that give the name to the complex. From this angle from sx. to go down: I – II – III (I do not know the names, as long as they have them)
Una parte del II – il III – il IV- il V

Part II – III – IV – V
Il V – il VI – il VII e la seconda sorpresa (poco piacevole) che il sentiero per il ritorno corre sotto questo gruppo e non è corto, ma sopratutto non si vede ancora dove sbuca.

The V – VI – VII and the second surprise (unpleasant) that the return path runs under this group and is not short, but above all, you still can not see where it gets off.
Da sx. il Lagazuoi Piccolo (2788 m.) il Gruppo Sorapis (3205 m.) il Monte Ciauderona (2587 m.) l’Antelao (3264 m.) la Croda da Lago (2717 m.) il Beco de Mezodì (2603 m.) l’Averau (2649 m.) i Lastoi de Formin (2657 m.) il Monte Pelmo (3168 m.), parzialmente coperto dalla Torre Dusso (2618 m.) e dal Monte Cernera (2664 m.)

From sx. the Lagazuoi Small (2788 m.) the Sorapis Group (3205 m.) Mount Ciauderona (2587 m.) Antelao (3264 m.) Crod of Lake (2717 m.) Beak of Mezodì (2603 m.) the Averau (2649 m.) and the Lastoi de Formin (2657 m.) Mount Pelmo (3168 m.) partially covered by the Dusso Tower (2618 m.) and Mount Cernera (2664 m.)
Da sx. la Croda da Lago (2717 m.) il Beco de Mezodì (2603 m.) l’Averau (2649 m.) i Lastoi de Formin (2657 m.) il Monte Pelmo (3168 m.), parzialmente coperto dalla Torre Dusso (2618 m.) e dal Monte Cernera (2664 m.) il Monte Pore (2405 m.) la Torre Coldai (2600 m.) la Torre Alleghe (2649 m.) la  Torre Valgrande (2715 m.) la Guglia di Valgrande (2653 m.) il Castello di Valgrande (2680 m.) la Torre da Lago (2700 m.) il Pan di Zucchero (2726 m.) la Punta Civetta (2920 m.) la Punta Tissi (2992 m.) la Civetta (3220 m.) la Piccola Civetta (3207 m.) la Cima de Gasperi (2994 m.) la Cima Su Alto (2951 m.)

From sx. the Crod of Lake (2717 m.) the Beak of Mezodì (2603 m.) the Averau (2649 m.) and the Lastoi de Formin (2657 m.) Mount Pelmo (3168 m.) partially covered by Dusso Tower (2618 m.) and Mount Cernera (2664 m.) the Mount Pore (2405 m.) the Coldai Tower (2600 m.) the Alleghe Tower (2649 m.) Valgrande Tower (2715 m.) the Valgrande Spire (2653 m.) the Castle of Valgrande (2680 m.) the Tower of Lake (2700 m.) the Sugar Bread (2726 m.) Civetta Peak (2920 m.) Tissi Peak (2992 m.) the Civetta (3220 m.) the Small Civetta (3207 m.) the De Gasperi Peak (2994 m.) the Top of the High (2951 m.)
I prati alla nostra sinistra sono colmi di stelle alpine.

The meadows on our left are full of alpine stars.Bisogna ancora salire per riguadagnare quota. A quest’ora e con le gambe che procedono per inerzia questo blocco di roccia innanzi a noi ha l’aspetto di una cosa insormontabile. In questi momenti, non bisogna scoraggiarsi e fare appello a tutte le forze disponibili. Centralmente il Lagazuoi Grande (2690 m.) a destra il Lagazuoi Piccolo (2762 m.) attirano lo sguardo e cerco di non pensare a cosa mi attende.

You still have to climb to regain altitude. At this time and with the legs that proceed for inertia this rock block in front of us has the appearance of an insurmountable thing. At these moments, you do not have to be discouraged and appeal to all available forces. Central Lagazuoi Great (2690 m.) on the right the Lagazuoi Small (2762 m.) looks around and I try not to think about what awaits me.
Il Lagazuoi Piccolo (2762 m.)

The Lagazuoi Small (2762 m.)
Da sx. il Monte Pore (2405 m.) il Civetta (3220 m.) il Monte Alto di Pelsa (2417 m.) lo Spiz de la Lastia (2295 m.) poi a seguire il Monte Agner (2872 m.)

From sx. Mount Pore (2405 m.) the Civetta (3220 m.) the Mount High of Pelsa (2417 m.) the Spiz de la Lastia (2295 m.) followed by Mount Agner (2872 m.)

Ci attende anche un bel canalino scavato tra la roccia ed attrezzato con cavo metallico a mò di ciliegina sulla torta. Il lato per così dire “piacevole” è rappresentato dallo scorrere di acqua fresca ai nostri piedi. Per noi che veniamo da ore di completa arsura, una vera manna. Non mi sono posto il problema da dove venisse e come, mi son detto semplicemente “Morire perché non ho bevuto  … o morire perché ho bevuto quest’acqua … è uguale, sempre morte è – tanto vale bere”. Mi sono riempito la bottiglietta vuota e assieme ai compagni di avventura ci siamo dissetati. Se devo fare un appunto a coloro che promuovono il territorio locale, dico: Scrivetelo che durante tutto il giro, non c’è possibilità alcuna di approvvigionamento idrico, non c’è un rifugio, non c’è sorgente o fontanella da cui scaturisca acqua. Io ne ho portate le classiche due bottigliette da mezzo litro, ma quì ne sarebbero servite molte di più. Sono le ore 18 (già nove ore di cammino) ma per giungere al rifugio Valparola, seppur visibile appena oltrepassato questo strappo, occorre ancora una mezz’ora di cammino. Abbandonato il sentiero ufficiale, convinti che la linea retta tra due punti, sia la più breve, ci ha portati a sconfinare in prati (causa anche le poche forze rimaste) che sembrano non finire mai, in più in questi posti convogliano diversi scoli di acque che formano dei veri pantani. Non ho più manco la forza di togliere dallo zaino la macchina fotografica per scattare qualche ultima foto. Novello Mosè dei tempi moderni, mi inginocchio a baciare la terra promessa, una volta giunto nei pressi del rifugio. Ore 18,30 ci informiamo a che ora il gestore apre la cucina (alle 19 !!!) il tempo di bere una birra e siamo pronti a rifocillarci come si deve. A parziale consolazione l’arrivo quasi in simultanea con persone che avevamo incontrato a circa metà percorso che effettuavano il giro inverso, segno che poi così lenti non siamo stati e che quel giro, da persone comuni, non può essere effettuato in quattro ore.

There is also a nice canal dug between the rock and equipped with a metallic cable of icing on the cake. The side to say “pleasant” is the flow of fresh water to our feet. For us that we have come from hours of complete destruction, a real manna. I did not get the problem where to come from and how, I just say, “Dying because I did not drink … or die because I drank this water … it’s the same, always dead is – so good to drink.” I filled the empty bottle and along with the adventure companions we drank. If I have to make a point to those who promote the local territory, I say: Write it all over the round, there is no possibility of water supply, there is no shelter, no spring or fountain that causes water . I brought the classic two half-liter bottles, but there they would have served a lot more. They are at 18 o’clock (already nine hours walking) but to reach the Valparola hut, though visible just past this tug, it takes a half an hour to go. Abandoned the official trail, convinced that the straight line between two points, the shortest, has led us to overcome the lawns (also the few forces left) that seem to never end, plus these places convey several watersheds which are real pantanas. I no longer have the strength to remove the camera from the backpack to take some last photo. Young Mosè of modern times, I knelt down to promise the promised land, when I came to the shelter. At 18.30 we inform you at what time the manager opens the kitchen (at 19 !!!) the time to drink a beer and we are ready to refocus as it should. In partial consolation, almost simultaneous arrival with people we met at about half the way they did the reverse, a sign that we were not so slow and that tour, from ordinary people, can not be done in four hours.

 

Fausto Forni © Tutti i diritti riservati.

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3 pensieri su “Il giro del Setsass dal passo Valparola (2017) The Setsass tour from the Valparola pass

  1. bellissima escursione,
    il tragitto è tutto in trentino o in parte anche in alto Adige?
    ho sempre fatto le dolomiti parte alto Agide e mi piacerebbe scoprire anche quelle trentine.

    complimenti

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  2. Carissimo. Foto belle, molto belle! Sono un appassionato di questi luoghi, che conosco bene e, che anch’io spesso fotografo. Complimenti. Visiterò questo nuovo sito. don Adriano Folonaro

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